Sounds and music for our Apps

La tecnica compositiva utilizzata per le nostre App è semplice. Eludendo qualsiasi suono sintetico e a nostro parere in qualche modo “frustrante”, in quanto non naturale, abbiamo organizzato sovrapposizioni di timbri legati alla normale vita quotidiana...

La tecnica compositiva utilizzata per le nostre App è semplice. Eludendo qualsiasi suono sintetico e a nostro parere in qualche modo “frustrante”, in quanto non naturale, abbiamo organizzato sovrapposizioni di timbri legati alla normale vita quotidiana (spaghetti rotti, carta stagnola, sassi, conchiglie, lavabi pieni d’acqua, cannucce, crackers, fogli di compensato, pastina per minestre). Spesso il “mix”ottenuto è lontano dalla percezione del singolo suono o timbro, ma il richiamo all’accessibilità dei singoli elementi è inconsciamente “confortante”. Se pensiamo ai suoni che vengono prodotti nel cucinare una semplice pastasciutta, ci renderemo conto che quei suoni, normalmente distribuiti nell’arco di pochi minuti, se sovrapposti, daranno origine a una timbrica originale ma “domestica”. Ognuno di noi li potrà riconoscere e riprodurre. Questo per un bambino è importante perché non frustrante. Noi pensiamo che vengano riconosciuti da lui come suoni “amici”, non lontani dalla sua realtà. Sono insomma suoni che non creano bulimia elettronica, possono quindi fornire una percezione sonora raggiungibile e appagante. Per quanto riguarda le linee melodiche del/dei solisti, ci siamo mantenuti entro una gamma di intervalli e di estensione che sono propri della voce di un bambino, in modo tale da potere essere poi canticchiati; in questo caso ci siamo attenuti alle linee principali del metodo Gordon, un metodo di canto per bambini dagli 0 ai 5 anni, che porta i piccolini a cantare frasi musicali , anche complesse, e che si basa sul semplice assioma che “come si impara a parlare, così si può imparare a cantare”. La differenza nella realizzazione complessiva dei brani spesso è constata nel costruire le varie progressioni armoniche , che abbiamo cercato di non rendere banali, bensì spesso inaspettate, anche se motivate e collegate in maniera coerente, alle linee melodiche del “canto”.